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AARON • MR PUPPY 2018

Aaron Green nato da Zaush, Mr.Puppy Italia 2018, primo del suo nome, il “non-castrato”, distruttore di collari…
Woof a tutti!
E’ ancora strano nonostante siano passati quasi 3 mesi dall’elezione parlare come Mr.Puppy. Non sapevo nulla del Puppy Play se non aver visto qualche foto su internet. Per me è stata una scoperta vedere le foto del Pride di Milano dell’anno scorso e di vedere un cucciolo felice e sorridente (Zaush) ed è stato come un richiamo. Ero single da poco e avevo bisogno di ritrovare me stesso. Invece ho trovato Aaron e grazie a lui ho ritrovato la mia serenità e il mio equilibrio. Grazie al Puppy Play ho trovato una famiglia molto importante. Non solo in Zaush e gli altri puppies con cui condivido la quotidianità, ma anche in tutta la comunità fetish e soprattutto grazie anche ad aver iniziato a frequentare il club LFM.
Aaron sicuramente mi ha aiutato molto ad accettarmi. Sono sempre stato molto insicuro, ho sempre avuto un rapporto conflittuale con il mio corpo e molta paura nell’esprimere quelle che sono le mie fantasie. Aaron è più sfacciato, disinibito e sicuro. E’ un pò egocentrico e se ne frega del giudizio degli altri, vive la sua sessualità senza vergogna e senza sentirsi in colpa.
Non ho mai visto il Puppy Play come un “gioco sessuale” ma come un nuovo livello di espressione di sè stessi. Per questo sono molto legato ad Aaron. Ha aiutato “l’umano” a tirar fuori il suo “io” istintivo.
A differenza di altri fetish, il puppy play è sicuramente più “personale” e intimo. Riflette una parte di noi che spesso sente anche il bisogno di isolarsi per leccarsi le ferite. E’ un’espressione di me stesso che risiede nel profondo.
Vi dico una curiosità: non tolgo mai le targhette dal collo. A volte capita che sento il lato umano crollare e allora le prendo in mano e le faccio “suonare”. Ecco, sento che Aaron c’è e sempre ci sarà dentro di me, così come a volte capita che il cucciolo abbia bisogno di staccare la spina ed allora è l’umano a dover prendersene cura.
Essendo un altro IO, anche il nome è per me molto personale. Ha iniziato ad echeggiare nella mia testa un pomeriggio, me lo ricordo ancora. Ero in macchina, pensavo alla mia maschera che mi aspettava a casa e sempre più forte ho sentito dentro di me AARON. E così è stato. Penso che il nome rappresenti proprio noi stessi e che ogni puppy dovrebbe scegliersi da solo il nome. Un nome concesso da qualcun’altro resterebbe sempre legato anche a quella persona e come sapete… non sempre I rapporti durano per sempre.
Non ho né un Master né un Handler. Non ne sento il bisogno proprio perché per me il Puppy Play sta su un piano diverso da quello che è la mia sfera sessuale. Se deve relazionarsi lo fa “alla pari”. Aaron è molto protettivo verso gli altri, cuccioli e non, ed a differenza del mio aspetto umano, è più dominante che sottomesso.
La scelta di partecipare al concorso è stata in parte molto combattuta. Mettersi in gioco richiede molto coraggio, se lo si fa in modo serio.
Essere Mr.Puppy è una grande responsabilità. Non solo verso la comunità Puppy ma anche verso tutta la comunità fetish. Un Mister ha la possibilità di essere più “visibile” e quindi ha il compito lavorare non solo per sè stesso ma anche per cercare di portare qualcosa di nuovo per tutti, non solamente esibire una fascia o un titolo per ego personale. Certo, la soddisfazione personale e il divertimento non devono mancare, ma le motivazioni dovrebbero essere più “profonde”.
Una delle cose a cui tengo di più è di cercare di togliere lo stigma che chi ha un fetish, sia esso Puppy, Leather o Rubber non sia solamente un pervertito. Sotto la nostra maschera, la pelle o la gomma siamo persone come tutte le altre con I nostri sentimenti e la nostra vita. Vorrei riuscire a sensibilizzare quella parte della comunità gay che ci addita come esibizionisti, come pagliacci, come “quelli che rovinano l’immagine dell’omosessuale”. Vorrei collaborare con le associazioni LGBT coinvolgendo anche I genitori di ragazzi omosessuali per far capire che non è un crimine avere un fetish. Inoltre  bisognerebbe ricominciare a parlare seriamente di prevenzione e protezione dalle malattie sessualmente trasmissibili. Da ragazzo degli anni 90 quale sono, ricordo quanto queste campagne venivano prese in modo più serio e sensibilizzare le persone era importante. Negli ultimi anni invece se ne parla sempre meno e penso che per I ragazzi giovani questo sia tutt’altro che un bene.
Sicuramente non sempre è facile essere sul pezzo. Ognuno di noi deve fare i conti ogni giorno anche con la propria vita privata e può capitare che c’è un momento in cui dobbiamo dare le giuste priorità.

Aaron • Mister Puppy Italia 2018

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